257470 P4GD5H 113 - Dolori di schiena?

La schiena non si vede, ma spesso si fa sentire. Molte persone hanno detto almeno una volta nella vita “Mi fa male la schiena!”

Con questa frase intendiamo un dolore più o meno intenso che può essere presente in una o diverse parti della nostra colonna vertebrale e che spesso viene tradotto da uno specialista con delle eleganti quanto brutte parole quali: cervicalgia, brachialgia, cervicobrachialgia, lombalgia, sciatalgia…

Si tratta di patologie diffuse, incredibilmente frequenti, in passato tipiche dell’età adulta ma che ormai tendono a colpire anno dopo anno soggetti sempre più giovani, soprattutto per via dei moderni stili di vita sedentari e di comportamenti scorretti durante l’arco della giornata. E’ plausibile aver sentito dire che se ne può prevenire l’insorgenza, si può gestire la fase acuta (quella con dolore più intenso) o, nonostante un problema cronico, avere lunghi periodi di benessere, vediamo come.
Innanzitutto direi di partire da una semplice spiegazione dei termini tecnici a cui abbiamo accennato prima che spesso tendono a mettere paura piuttosto che inquadrare meglio il problema.

Con la desinenza _algia si intende semplicemente una condizione di dolore cronico o acuto, dunque cervic_algia è semplicemente la traduzione scientifica ed in termini medici di un dolore al collo, stesso concetto è valido per la lomb_algia, termine medico che vuol dire letteralmente dolore lombare e per tutti i vari tipi differenti di dolori a carico del rachide, altro termine medico per intendere la schiena, da cui anche rachi_algia per indicare un dolore diffuso in più parti della nostra colonna vertebrale.
Non fatevi spaventare, sono solo paroloni da cui si può guarire. Da oggi quando sarete in visita da uno specialista non accontentatevi più che vi venga diagnosticata una “Lombalgia” [che è solamente un modo di enunciare in maniera forbita il vostro dolore alla zona lombare] ma richiedete espressamente che vengano indicate le cause del problema altrimenti avrete perso tempo e non solo.
In merito a questi discorsi, ciò che potrebbe fare più impressione sono i numeri, che ci potrebbero far sentire “meno soli”, ma che attestano come i problemi delle patologie a carico della colonna vertebrale sono in costante aumento. Vari studi hanno fatto emergere che ogni anno solo la lombalgia invalidante colpisce circa 10 milioni di persone costringendo i soggetti a casa per un numero di ore lavorative pari a circa 30 milioni.

Un team di ricercatori internazionali della Monash University di Melbourne ha studiato che nel mondo la disabilità da mal di schiena è aumentata circa del 50% dal 1990.
Tantissimi altri studi potrebbero farci capire ancora più a fondo come questo problema stia diventando una vera e propria “patologia sociale” in grado di colpire trasversalmente diversi membri della popolazione occidentale, perché le abitudini quotidiane nella società moderna stanno mutando di pari passo con il nostro rapporto con gli “oggetti comfort” (letti, divani, smartphone, sedie, scrivanie, mezzi di trasporto, etc.).

In tal senso, per farci comprendere come spendiamo mediamente il nostro tempo, ci viene incontro un’altra importante analisi di un questionario su un campione di soggetti tra i 17 ed i 77 anni, abitanti in una grande metropoli. I dati, estratti da diverse interviste, mostrano a mio avviso quanto le persone siano del tutto inconsapevoli di come usino e muovano il proprio corpo durante la giornata. Appare sorprendente che molti dichiarino di camminare più di 3 ore al giorno e che siano convinti di passare così poco tempo seduti.

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In ogni caso ciò che è interessante far notare è come la posizione seduta venga tenuta per circa un terzo del nostro tempo ed è dunque opportuno capire come assumerla in maniera corretta. Lo scopriremo in seguito nella parte legata alla gestione quotidiana e prevenzione del mal di schiena. Intanto analizziamo le cause del mal di schiena, che possiamo suddividere in due grandi gruppi:
– i problemi meccanici, cioè tutto ciò che ha a che fare con muscoli e vertebre;
– i problemi non meccanici, cioè tutte quelle altre potenziali problematiche che possono dare mal di schiena, ma che di fatto non sono nella schiena.

PROBLEMI MECCANICI:
La maggior parte dei dolori alla colonna è dovuto ad un problema meccanico, cioè a “qualcosa che non funziona a livello di muscoli e vertebre”. Spesso però non è facile individuare chiaramente QUALE sia il problema. In realtà, individuare la causa del problema è un compito degli specialisti della riabilitazione (fisiatri e fisioterapisti), mentre, come pazienti, dovete sapere che nel cercare di curare il mal di schiena, dovrete concentrarvi soprattutto sui MUSCOLI. Troppo spesso si parla di vertebre, ernie, schiacciamenti discali, protusioni mentre si pone meno interesse per ciò che riguarda le catene muscolari, che in realtà sono la principale causa del dolore alla schiena.

Se soffri di mal di schiena, è perchè i tuoi muscoli hanno fatto lavorare male le tue vertebre, che di conseguenza hanno sviluppato i problemi che si vedono nelle risonanze magnetiche e nelle lastre. Anche un problema che ha origine causale primaria nelle vertebre (es. scoliosi) viene successivamente fissato dal tessuto muscolare che inizia a lavorare in disequilibrio.
I tuoi muscoli possono essere deboli oppure contratti a causa di tantissimi fattori: molti di questi non sono legati solamente ai movimenti che fai, ma alla tua costituzione, alla tua postura e addirittura al tuo carattere. Non è il caso di fare troppa dietrologia: quello che ti interessa è che se riesci a mettere in condizioni migliori la tua muscolatura, facendola lavorare in maniera adeguata puoi stare meglio anche in presenza di problemi ben visibili negli esami radiologici.

PROBLEMI NON MECCANICI:
Purtroppo ci sono molti motivi apparentemente non in stretta relazione ma che possono essere associati al mal di schiena, ne enuncio solo alcuni dei più importanti: mal occlusione dentale, cicatrici, parto (cesareo in particolare), infiammazioni dell’intestino, patologie viscerali, reflusso gastroesofageo, infezioni ed anche patologie più serie;
In ogni caso, la maggior parte di questi problemi di diversa natura ha anche altre manifestazioni cliniche ben evidenti. Inoltre, se il tuo mal di schiena è “storico” cioè lo hai da diversi anni, la possibilità che si tratti di una patologia grave di altra natura rasenta lo zero.
Sono invece molto interessanti i collegamenti che ci possono essere tra mal di schiena e problemi cronici dell’intestino, è strabiliante, tanto per dire, come alcune volte dei mal di schiena cronici possano essere risolti modificando l’alimentazione.

PREVENZIONE DEL MAL DI SCHIENA:
La prima cosa che vorrei dire è la stessa che comunico a molti pazienti che mi contattano telefonicamente e sono indecisi se intraprendere un percorso riabilitativo:
“NON ABITUATEVI AL DOLORE”.
Qui di seguito cercherò di riassumere gli esercizi che negli anni ho ritenuto più efficaci per il paziente, sia per la semplicità di esecuzione, sia per il minimo sforzo che richiedono; però, qualora abbiate un dolore cronico (da oltre 3 mesi) o comunque un dolore a cui prestate costantemente attenzione, contattate uno specialista, il vostro corpo vi sta dando dei chiari segnali.
Potete stare meglio e incontrando un fisioterapista avrete risultati molto presto e lui stesso sarà in grado di darvi consigli maggiormente mirati alla vostra condizione. Imparate a volervi bene, non sottovalutate troppo a lungo un dolore, anche se vi permette le attività di vita quotidiana, quando lo toglierete ne guadagnerà l’intero corpo: viso più rilassato, socialità migliorata, maggior predisposizione al buonumore, energie ritrovate.

L’arma segreta per cominciare a combattere il mal di schiena è una: opporsi alle cattive abitudini. La maggior parte dei problemi alla schiena nasce perché molte posture errate vengono mantenute a lungo nell’arco della giornata poiché il nostro corpo tende a metterci sempre nella posizione più “comoda” per lui ma non ergonomizca.
Cioè, quella che noi potremmo ritenere come una posizione di comfort, perché non ci fa avvertire alcun tipo di fastidio, molto spesso fa sprecare energie a varie parti del corpo quali collo, spalle, muscolatura lombare.

Dunque la cosa più importante che ho da suggerirvi è: trovate sempre un buon motivo per muovervi. Le sedie con le rotelle, un ufficio con tutto a portata di mano, possono esser visti come un privilegio, ma in realtà alla lunga sono il vostro nemico. E’ molto importante cercare di alzarsi il più spesso possibile (sarebbe ottimale ogni mezz’ora ma anche ogni ora va bene). I motivi per farlo ci sono, vanno solo notati, una fotocopia, scambiare una parola a voce col collega invece di chiamarlo al numero interno, prendere una boccata d’aria o semplicemente capire che è la cosa giusta da fare e una sana abitudine. Il fatto di alzarsi spesso comporta una sorta di “reset” della postura. Qualora stessimo troppo a lungo fissi alla scrivania il nostro corpo comincerebbe a forzarsi a prendere posizioni scorrette pur di continuare a sostenerci, portandoci in una posizione errata; una mente troppo concentrata su altro fa sì che non ci si accorga del problema.

ESERCIZIO 1

Allungamento | Restando seduti sulla sedia (ancor meglio se eseguito dopo essersi alzati e tornati seduti), allarghiamo leggermente le gambe e abbandonandoci verso il basso facciamo scendere il petto e la testa tra le gambe, rimanendo in posizione per una decina di secondi e risalendo lentamente.

ESERCIZIO 2

Apertura | Con le gambe ben poggiate a terra o dietro le gambe anteriori della sedia, afferrarsi entrambe le mani dietro la schiena mantenendo la posizione 10 secondi e lasciandola lentamente. Un’ulteriore evoluzione di questo esercizio, che coinvolge anche avambraccio, polsi e dita consiste nel mantenere la stessa posizione con i polpastrelli delle due mani a contatto cercando di avvicinare tra loro i polsi.

ESERCIZIO 3

Aprire l’anca | Portare l’esterno del piede destro a poggiare sul ginocchio sinistro e con la mano spingere sul ginocchio destro in modo da allargare la zona dell’anca. Ripetere dall’altro lato.

ESERCIZIO 4

Fate ruotare il collo in tutte le posizioni, lentamente e con estrema dolcezza. Non andate a ricercare “lo scrocchio” che potrebbe avvenire in ogni caso senza forzare il movimento, muovetevi con calma mentre respirate in maniera lenta. Ruotate il collo qualche volta in un senso e qualche volta nell’altro e ripetete in particolar modo lavorando sul lato dove avvertite il movimento come più difficoltoso.

Questi sono semplici esercizi per imparare nuovamente a prenderci cura di noi in ogni momento della giornata.
Sperando possano essere di aiuto, ricordo di rivolgervi sempre a uno specialista qualora persistano dolori o problemi di varia natura a carico della colonna vertebrale.

 

La schiena è dietro di voi, non voltatele le spalle!

Articolo del dott. Marco Mancini
Fisioterapista
Ed. 3 Village Magazine
Marzo 2019